Bellezza: un sapore antico guastato dal trash

Bellezza: un sapore antico guastato dal trash

Bellezza

Quando leggo un bel libro, o quando guardo un bel film, quello che apprezzo è la sensazione di bellezza che riesco a percepire. Il successo di un’opera è semplice: basta che contenga bellezza e la trasmetta. Ogni essere umano ricerca costantemente la bellezza. Ogni essere umano tenta di creare nuova bellezza con ciò che fa. Non importa, in questo momento, soffermarsi sul fatto che ci si riesca o meno. Paradossalmente: persino la persona con il gusto peggiore che si possa immaginare è convinta di stare creando bellezza. Se così non fosse, non si spiegherebbe come mai milioni di persone finiscano per mettersi in ridicolo su internet davanti al mondo intero (se non al mondo reale, quantomeno a quello virtuale). In realtà devo precisare che, la demenzialità dilagante di certi blog o di certi video è spiegabile anche in altro modo: il denaro. Sostanzialmente, dunque, l’uomo ricerca la bellezza e tenta di crearla: anche se non ci riesce, continua a fare quel che fa – o che riesce a fare – o perché è convinto di stare effettivamente creando bellezza (si tenga a mente la storia della soggettività del gusto), oppure perché ci guadagna. Oppure ancora, un po’ come gli squali, perché fermarsi equivarrebbe a smettere di vivere.
La ricerca della bellezza è, prima di tutto, un moto vitale. Ciascuno di noi fa quel che fa, ogni giorno, sperando di farlo bene perché gli altri possano carpirne la bellezza. Per esempio, scrivendo questo articolo, sono convinto di non aver fatto qualcosa di brutto: a mio modo, per tramite della scrittura, sto venerando la bellezza. E nel profondo spero possa piacere. Perché questo, in fondo, è lo scopo.

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