Corpo Infamia Giustizia: lo stato e il suo potere punitivo

Corpo Infamia Giustizia: lo Stato e il suo potere punitivo

Il fondamento del potere punitivo dello Stato è un argomento sempre attuale, specialmente alla luce dei fatti di cronaca che portano alla ribalta la dicotomia tra libertà personale e repressione statale degli illeciti (nella specie penali). Ecco un video-commento che prende le mosse dagli spunti del corpo e dell’infamia.

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Il corpo e l’infamia

Si fa riferimento al corpo. A quel corpo che, una volta nelle mani dello Stato, diventa un bene di sociale da tutelare.

La violazione del corpo, inteso quale simulacro della dignità umana, è paragonabile ad una sorta di Calvario laico in cui lo Stato prende le sembianze di Erode, Caifa, Pilato.

Il riferimento al corpo non è casuale. Il corpo ha, infatti, una enorme rilevanza per la legge e il diritto.

Mi sto riferendo al c.d. “Habeas Corpus”

Quando, però, mancano le minime garanzie di legalità lo Stato di Diritto rischia di cedere il passo allo Stato di Polizia.

E allora il corpo può diventare ad una sorta di tabula rasa sulla quale costruire storie e forgiare il controllo sugli uomini.

Con i suoi metodi più o meno sottili, lo Stato usa il corpo come strumento per sperimentare il proprio potere e affermarlo agli occhi dei propri sudditi/cittadini.

Il problema è che, il delinquente sa di esserlo e ne accetta il rischio; ma il cittadino non conosce i limiti del potere dello stato e teme di fare la stessa fine del delinquente – senza potersi difendere.

Ecco che in questi casi, lo Stato, rischia di imbastire un Calvario bollando chi capita tra le sue grinfie con quel marchio di infamia riservato ai delinquenti, di solito dopo la loro condanna.

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