Leggere fa bene… a chapter a day!

Leggere fa bene: e non lo dice solo Literary Cafe

Leggere fa beneIn questo lungo pomeriggio domenicale, stavo scorrendo con pigrizia l’home page di Facebook, quando mi sono imbattuto in un link (sponsorizzato) che recava un titolo ad effetto sui benefici della lettura. Personalmente sono un po’ lento in questa attività, ma cerco di esercitarla con costanza, anche perché mi piace. Ho aperto il link (che è accessibile dalle note in fondo alla pagina), e comincio a leggere qualche riga: “Sembra un titolo provocatorio per incentivare alla lettura. Ma non lo è, almeno non in parte”. Interessante, non è la solita retorica (che pur mi piace), ma c’è un fondo di verità scientifica.
Il post – scritto da un certo Greco – si sofferma nell’analizzare i risultati di una ricerca scientifica seria condotta dall’Università di Yale (precisamente “Yale University School of Public Health, Laboratory of Epidemiology and Public Health” di New Haven | USA), contenuti in un paper pubblicato di recente sulla rivista Social Science & Medicine (di cui ho riportato il riferimento bibliografico completo nelle note in fondo).
Leggendo l’articolo si scopre qualcosa di noto: il primato di lettrici lo detengono le donne (specialmente laureate). In realtà lo studio si spingerebbe oltre, pretendendo di dimostrare che la lettura, specialmente quella di narrativa, abbia dei concreti benefici sulla salute e sull’aspettativa di vita dei soggetti sottoposti allo studio.

Basi scientifiche

Il fondamento scientifico di questa conclusione si rintraccia nel fatto che, leggere, migliori l’empatia e – dunque – faciliti i rapporti sociali e interpersonali. Una persona più empatica riesce a comprendere meglio gli altri e a evitare scontri e incomprensioni: dunque ha più chance di migliorare il proprio tenore di vita. Ciò non è affatto impensabile, se si considera la maleducazione dilagante che, quotidianamente, mette alla prova i nervi di tutti noi. Specialmente in città si ha a che fare con gente ignorante e presuntuosa: la lettura – a mio avviso – ci rende migliori, più consapevoli e di certo superiori agli stupidi. Leggere fa bene, dunque.
Una persona intelligente lascia gli ignoranti a cuocere nel proprio brodo, senza snervarsi a far loro capire dove sbagliano e quanto siano idioti. Questo articolo mi ha interessato particolarmente perché, in fondo, si ricollega a ciò che sostiene anche Barbara Berckhan, nel suo libro “Piccolo Manuale di Autodifesa Verbale” che sto, per l’appunto, cercando di leggere nei ritagli di tempo.
Tirando le fila del discorso, sembra proprio che leggere fa bene: ma molti lo avevano già capito prima che la scienza desse il proprio imprimatur al riguardo.

Note e riferimenti

  • Michael Greco, Leggere allunga la vita, in Literary Cafe, edito da Literary Cafe di Greco Michael, Cesena, consultato il 18 settembre 2016, URL < www.literarycafe.altervista.org >.
  • Avni Bavishi; Martin D. Slade; Becca R. Levy, A chapter a day: Association of book reading with longevity, in Social Science & Medicine, Volume 164, ISSN: 0277-9536, Elsevier Publishing Campus, September 2016, Pages 44–48, URL < www.sciencedirect.com >.
  • Barbara Berckhan, Judo mit worten. Wie sie gelassen kontra gaben, Kösel-Verlag, München, 2008 (traduzione italiana a cura di Malimpensa Cristina, Barbara Berckhan, Piccolo Manuale di Autodifesa Verbale. Per affrontare con sicurezza offese e provocazioni, IV edizione, collana Universale Economica, Giangiacomo Feltrinelli Editore, Milano, settembre 2015).