Perché mai dovreste leggere? Elucubrazioni mentali gratuite in 5 punti

Perché mai dovreste leggere?

Ripropongo questo mio articolo, già pubblicato on-line da “Akkuaria Edizioni Catania” il 31 luglio 2012, che può essere definito come il tentativo di sferrare una freccia a favore della lettura, quella vera e non quella dei link spesso falsi (c.d. “bufale”) di Facebook che in due righe pretendono di dirci tutta la verità.

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1) Cosa Dire? – È difficile venire qua, così, e iniziare a parlare. Eh già, perché anzitutto si pone un grosso problema: cosa dire? Quanti tra voi non hanno mai provato, anche solo per un attimo, quel timore misto a pudore quando si è chiamati a dir qualcosa? Credo tutti. Eppure, man mano che ci si mette avanti, le parole prendono a venir fuori da sé. Dopo un po’ ci si prende pure gusto e, magari, iniziano persino ad affollarsi, in mente, idee che mai e poi mai avremmo creduto di poter pensare.

2) Perché leggere? – A questo punto, mentre il gioco inizia a farsi allettante sorge, ahimè, un’altra questione abbastanza scostante che riassumerei con la domanda: «Perché mai dovreste star qui a leggere?». Prima di continuare a riflettere su questo interrogativo è necessario che voi, si proprio voi che state leggendo, poniate una domanda al sottoscritto.

3) Tu leggeresti? – Se vi chiedessi, infatti, «Perché leggere?», voi dovreste rispedire questa domanda al mittente chiedendomi: «Tu leggeresti?». A questo punto replicherei dicendo: “Bingo! Avete proprio fatto centro!”. Voglio stare al gioco e, quindi, non soltanto me lo chiedo, ma vi rispondo anche: io non leggerei. Per meglio dire: non leggerei tutto e subito.

4) Quanto costa guardare? – Mi metterei questo scritto davanti e gli darei un’occhiata. Guardare non costa nulla e potrebbe rivelarsi persino piacevole. Lascerei che la forma del testo si mostrasse libera ai miei occhi. Coglierei qualche parola qua e là, cercherei aiuto nel titolo e magari nel sottotitolo e, di sicuro, penserei che la lettura sia sacra.

5) Perché non si legge? – Non si legge proprio perché si pensa che la lettura sia qualcosa di sacro e di inaccessibile. Non nego che la lingua scritta sia la più grande conquista dell’uomo, però è necessario che essa sia dissacrata. Proprio così. E questo non lo dico io, ma lo propone Daniel Pennac: dissacriamo la lettura, facciamola nostra. Personalizziamola!

CONCLUSIONE – Se siete arrivati fin qui senza saltare nulla, significa che possedete una vostra idea sul “perché si debba leggere”. Se, invece, speravate di trovare la soluzione del problema iniziando dalla “conclusione”, mi sa che non potrete fare a meno di andare all’inizio e prendere a leggere tutto: adesso, vi sfido a resistere!

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