Gli stupidi elenchi: decaloghi inutili per menti impigrite

Stupidi elenchi: l’apoteosi della pigrizia intellettuale, ovvero il Decameron de nojaltri

Stupidi elenchi

Boccaccio ha fatto fortuna (in senso letterario) con il suo Decameron. In questo periodo, invece, siamo condannati a sorbire passivamente blog e sitarelli, in cui fantomatici blogger usciti dal nulla stanno facendo (a loro volta) fortuna con i “decaloghi” più disparati, scontati e banali.

Dieci motivi per “non fare questo” e “non fare quello” o per “fare quella” o “quell’altra cosa”. Dieci motivi per cui conviene avere fratelli o sorelle e altri dieci motivi per cui conviene non averne. Dieci motivi per: “fidanzarsi con un nerd”, “viverlo al meglio (fellatio)”, “per fidanzarsi con una ballerina”, “per fidanzarsi con una ragazza dai tratti nordici”, ecc…

Inciviltà a Catania: unicuique suum

Degno di nota in questo mio intervento è il decalogo sull’inciviltà a Catania riportato da Live UniCt, in cui si elencano i motivi (condivisibili) per i quali non si dovrebbe uscire il sabato a sera in città.

E ancora… la catasta degli stupidi elenchi

Poi ci sono i decaloghi classificatori di “situazioni”, “tipi umani” e così via per qualunque fatto della vita o per qualunque tipologia di essere umano che, come ogni cosa, può avere pregi e difetti e può essere avvertito e descritto in modi diversi.
Il meccanismo del web prevede poi che, ciascuno, pubblichi e condivida sul proprio profilo il decalogo che più gli si addica (ad es.: se trattasi di ballerina o nerd o altra figura, pubblicherà in senso ironico e auto-celebrativo proprio il decalogo che tesse le sue lodi o che lo prende scherzosamente in giro).

In conclusione, più o meno seriamente…

L’intelligenza del web sta diventando paralitica, interessata solo ad argomenti leggeri e frasi ad effetto, brevi e concise: perché a leggere un rigo in più – che sia magari meno banale – può venire un cerchio alla testa.
A ben vedere, il decalogo, per quanto estremizzato in varianti tautologiche e banali, se ben congegnato può rivestire un preciso ruolo letterario: può diventare un mezzo di analisi in grado di mostrare al grande pubblico gli aspetti più grotteschi di persone e situazioni. Un bel decalogo, con la sua intrinseca dose di ironia, può ben veicolare una denuncia sociale seria.

Sempre che non sopraggiungano pigrizia e “piattume” a imbrigliare la denuncia dentro link sterili, improduttivi di azioni concrete nella realtà.

Fatta l’ironia, palesata la denuncia, ottenuta la consapevolezza dei più, è necessario il cambiamento delle voci negative del decalogo: altrimenti siamo alla solita oziosa trovata del web.