Blog: forse ho capito perché ne tenevo uno

Blog: una difesa dalla grettezza e dalla maldicenza…

BlogQuesta sera mi trovo a scrivere un vero pezzo di blog. Solo adesso, mentre scrivo, mi rendo conto che sono anni che non ne pubblico uno. I vari interventi di questo sito o della mia bacheca su Facebook, non sono stati dei veri post di blog. No, sono stati degli articolati pensieri, scritti per osannare la bellezza delle parole e il fascino della scrittura. Non che non avessero un significato, ma si è trattato di un significato distante da me e dalla mia vita privata. Finora ho scritto usando la testa, mentre un blog scaturisce dal profondo di sé stessi.

Questa sera, dunque, sto scrivendo un vero e proprio post di blog: perché ne sento il bisogno, perché ne sono ispirato. Semplicemente perché sono nauseato da certi pensieri che in una Famiglia non dovrebbero essere pensati. E, invece, vengono persino esternati.

Tutto ciò è alquanto indecoroso. Questa “indecorosità“, con cui mio malgrado mi trovo a contatto, mi ha fatto riflettere. Così ho pensato di scrivere. Ho anche pensato di leggere: o meglio di rileggermi. Perciò sono andato a cercare la copia di un vecchio blog che curavo un bel po’ di anni fa (prima che il servizio MSN Spaces chiudesse): per fortuna ne ho fatto un backup e ho potuto rileggerne degli spezzoni.

Cosa ne è venuto fuori?

Ho riscoperto un Elio (sarei io) semplice, che alternava profondità e ingenuità: un posto per la semplicità e l’ingenuità, questo è un blog! E per questo ne tenevo uno.

Da sempre ho coltivato la Scrittura, ma ricordo di essere stato spinto a pubblicare un diario elettronico dagli accadimenti che molti conoscono – per lo meno qui nel paesino in cui vivo da sempre. Lo studio e la scrittura mi hanno salvato e, poi, mi hanno forgiato.

Questa sera, una volta di più, mi rifugio nella scrittura. Mentre scrivo penso a tutt’altro, mi sento sereno e a ogni tasto che schiaccio scopro di avere agito e parlato con onore. E nulla è più importante di questo.